spiagge e elementi della costa abruzzese

Aree Protette e Zone Costiere: Sostenibilità, Integrazione e Qualità

Rete delle Aree protette Marino Costiere d’Abruzzo (RAMCA): Insieme per ripartire

La 50° Giornata della Terra (Earth Day) delle Nazioni Unite che si celebra oggi in 193 paesi mette al centro della riflessione le criticità emerse con maggiore forza con l’emergenza legata al coronavirus (SARS-CoV 2).

La perdita di biodiversità, la crisi climatica, l’impatto di questo modello economico sul Pianeta e sulla nostra salute ci impone una seria riflessione che parte dal presupposto di non poter riprendere le nostre attività come prima.

La Natura, in questo periodo di quarantena a casa per gli umani, si sta riprendendo il suo spazio e ci sta dimostrando di poter fare a meno di noi.

Siamo noi che non possiamo fare a meno di Lei.

E’ importante trarre i giusti insegnamenti da questo momento di crisi e porsi già da oggi in maniera pro-attiva poiché mantenere e preservare gli equilibri naturali e le interazioni dinamiche interne agli ecosistemi naturali sono i cardini su cui ripartire con le attività economiche per preservare la nostra salute e il nostro benessere.

Sarà importante non tornare indietro su quello che dovrebbe essere un green new deal senza accampare il pretesto di una “nuova crisi” restando fermi su un sistema che ha mostrato e mostra le sue criticità sociali e ambientali.

Le zone costiere, fragili e importantissime per i servizi ecosistemici e per la biodiversità, sono tra le aree in cui l’azione dell’uomo si è sentita maggiormente e dove queste fragilità di sistema sono evidenti, basti pensare per esempio alla forte urbanizzazione, più del 50% della popolazione dei paesi industrializzati vive nel raggio di un chilometro dalla linea di costa, crescendo ad un tasso dell’1,5% annuo.

L’errore principale è stato quello di costruire e pensare elementi rigidi in un ambiente che della variabilità e del cambiamento fa la sua ragione d’essere.

Pianificare e realizzare pensando alla costa come una “linea” fissa e stabile quando invece e in continua movimento.

Emerge in maniera forte da anni la necessità di integrare le politiche e la pianificazione andando oltre quelli che sono gli ambiti amministrativi e la pluralità di soggetti con competenze dirette ed indirette (dallo Stato e le Agenzie che lo rappresentano a livello regionale e territoriale, alle Regioni e ai Comuni) coinvolgendo tutti i portatori d’interesse e le categorie che in ambito costiero e marittimo sviluppano le loro attività e hanno il loro campo di azione.

E’ necessario avviare un processo sinergico e che abbia maggiore efficacia ed efficienza ed un orizzonte più ampio dal punto di vista temporale, superando le limitate possibilità legate alle visioni mono-settoriali e focalizzate su singoli finanziamenti pubblici o disponibilità occasionali.

Fondamentale diventa ripartire dai soggetti e dalle Reti e dagli strumenti nati per fare sintesi, come il Contratto di Costa, per rendere operativi strumenti e pratiche che trovano il loro riferimento nella Gestione Integrata delle Zone Costiere e nella Strategia Marina dell’Unione Europea.

WWF e Legambiente hanno posto con forza il tema della ri-nascita dell’Abruzzo mettendo al centro le Aree Protette, Parchi e Riserve Regionali e il Turismo ad esse legato e la necessità di fare Rete e Sistema per trainare la ripresa della Fase 2 e sviluppare ulteriormente l’Economia circolare nella nostra Regione.

In questa direzione va rilanciata la proposta della Rete delle Aree protette Marino Costiere d’Abruzzo (RAMCA) che parte dalla definizione di linee guida comuni, standard minimi di qualità, integrazione degli strumenti di pianificazione e di tutela per un Piano d’Azione Costiero che preveda azioni dirette e comuni per quanto attiene monitoraggio e conservazione della biodiversità, recupero degli habitat e della qualità ambientale, miglioramento, standardizzazione e messa in rete delle strutture, dei sentieri e delle attività turistiche e di fruizione, di educazione ambientale, di sensibilizzazione e di valorizzazione del personale delle Aree Protette.

Registriamo come segnale importante l’assegnazione dei fondi regionali per avviare la gestione delle Riserve Costiere della Costa dei Trabocchi, a riconoscimento del lavoro di supporto fatto con le Amministrazioni costiere in questi anni, anche come IAAP all’interno di RAMCA.

Attivare sinergie e dare continuità al Life Calliope e l’orizzonte su cui lavorare per non disperdere il capitale di informazioni e di azioni concrete finanziate dall’Unione Europea e destinate al recupero e alla protezione delle spiagge sabbiose e delle scogliere delle aree protette costiere della regione Abruzzo, per la loro valorizzazione ai fini ricreativi e turistici.

Chiediamo adesso ai Comuni e alla Regione Abruzzo di cogliere questa occasione per mettere in atto il salto di qualità dell’azione di Rete lavorando insieme per essere da stimolo, come Riserve, nella nuova “normalità” che dovremmo immaginare e realizzare per non ripetere gli errori del recente passato e risolvere le criticità dell’economia costiera pre-covid.

Parafrasando Einstein crediamo che non si possa pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose nello stesso modo.

Cambiare è necessario, se lo facciamo insieme può essere possibile.

attività di educazione ambientale Oasi Montessori Serranella

L’ABRUZZO RI-NASCA REGIONE VERDE D’EUROPA

Un accorato appello di WWF e Legambiente in attesa che si esca dall’emergenza

Necessario ripartire da aree protette, natura, economia circolare e qualità della vita

L’attuale pandemia sta mettendo in crisi la nostra civiltà e quelle che credevamo ne fossero le colonne (democrazia, capitalismo, globalizzazione) ed evidenza le molte criticità del rapporto uomo-natura legate al nostro modo di produrre e consumare, ai nostri stili di vita e disuguaglianze sociali. Papa Francesco, la cui immagine in una Piazza S. Pietro deserta figurerà nei libri di storia che parleranno di questi momenti, ha consegnato al mondo una frase che ci deve aiutare a riscrivere il futuro: “Pensavamo di vivere sani in un mondo malato”.

Il passaggio di patogeni dagli animali selvatici all’uomo è stato facilitato dalla progressiva distruzione e modificazione degli habitat naturali, mentre l’inquinamento e modelli di sviluppo ormai superati (cemento, petrolio e discariche) hanno contaminato le basi della nostra salute. Errori fatali, dettati spesso dalla non conoscenza o peggio dalla ricerca della ricchezza per pochi a scapito della salute di tanti. Ma ora sappiamo che nessuno è salvo, siamo tutti sulla stessa barca e possiamo sopravvivere solo insieme, senza dimenticare nessuno.

Adesso che ci avviciniamo alla Fase 2, dobbiamo far tesoro di questo duro insegnamento e affrontare la ripartenza in sicurezza con al centro il valore della vita e modelli economici, sociali e ambientali sostenibili, volti a superare povertà e disuguaglianze.

«Dentro questo quadro – dichiara Filomena Ricci, delegato regionale del WWF – l’Abruzzo deve ri-nascere regione Verde d’Europa, con la forza della sua natura e dell’economia circolare. Le aree protette, con il loro grande patrimonio di biodiversità e di ecosistemi naturali, restano lo strumento principale per preservare la nostra salute e il nostro benessere. Sono un laboratorio di sostenibilità applicata e devono tornare a essere uno dei pilastri dell’Abruzzo che verrà».

Occorre un’azione coordinata dai Parchi nazionali, eccellenze di conservazione riconosciute a livello internazionale, con il pieno coinvolgimento delle aree protette regionali. Nello studio presentato lo scorso dicembre a Pescara, coordinato dal Prof. Marino dell’Università del Molise che considerava solo 4 riserve (Calanchi di Atri, Gole del Sagittario, Monte Genzana e Lecceta di Torino di Sangro), emergeva che il “Capitale Naturale” ammonta a più di 2,2 miliardi di euro. E già nel 2014 il rapporto “L’economia reale nei parchi nazionali e nelle aree naturali protette”, di Unioncamere e Ministero, certificava che il valore prodotto dalle attività agricole, commerciali e turistiche era doppio all’interno delle aree protette, rispetto a quanto realizzato dalle stesse attività all’esterno, con un tasso di ritorno fino a 25 euro per ogni euro investito.

In questo particolare momento, poi, Parchi e Riserve sono attrattori strategici per la ripartenza del nostro turismo in quanto serbatoi di qualità di vita e salute, itinerari ideali per il turismo attivo sostenibile ed esperenziale e risposta ideale al desiderio di spazi aperti, salubri e sicuri. E come tali devono essere parte di una pianificazione strategica complessiva che tiene dentro le azioni di tutela, accessibilità e fruizione sostenibile e promozione turistica integrata di concerto con le strutture regionali e territoriali preposte. Senza dimenticare il ruolo educativo e formativo che esercitano in sinergia con i Centri di Educazione Ambientale e la rete regionale INFEA, purtroppo depotenziata nelle risorse negli ultimi anni ma oggi nuovamente strategica, non solo per continuare ad accompagnare la formazione delle scolaresche ma soprattutto nel contribuire a ricostruire nella società corretti stili di vita funzionali alla corretta ripartenza post pandemia. Attività che nei mesi di marzo, aprile e maggio hanno subito e continueranno a subire ingenti perdite economiche (riferimento alle 11 aree protette e 13 CEA coordinati da Legambiente e IAAP-WWF).

«La mobilità turistica e l’accessibilità delle aree interne – sottolinea Giuseppe Di Marco, presidente regionale di Legambiente – va accelerata con formule sostenibili che partano da trasporto pubblico, bici, ciclabili e sharing mobility elettrica, anche attraverso accordi con imprese territoriali (vedi esperienza Taumat in Val di Sangro) e mantenuti e potenziati progetti come TrabocchiMob, relativo alla Via Verde che vede la sinergia di diversi attori (RFI, Trenitalia, Camera di commercio, Regione, Gal, Polo della Mobilità, ecc.). Le stesse aree protette e CEA sono pronti a diventare green hub di mobilità e servizi e costituiscono di fatto punti di interconnessione tra costa e montagna».

Un momento eccezionale come quello che stiamo vivendo ha bisogno di risposte altrettanto eccezionali e dovremo arrivare pronti all’appuntamento delle prossime settimane con una risposta di sistema. Dobbiamo tutti lavorare insieme, a partire dal mondo delle aree protette, uscendo dalla logica di una mera ripartizione delle risorse per metterle invece in collegamento in modo da sviluppare interventi mirati e funzionali alle proposte, sfruttando le esperienze pilota dei territori e la loro forza per trainare la ripartenza di quelli più deboli.

In questa ripartenza, che non sarà uno scatto ma una maratona, andranno risolte le criticità che ci attanagliavano nella gestione quotidiana delle aree protette regionali, dalla necessità di una programmazione pluriennale alla definizione di standard minimi omogenei per la gestione, al rafforzamento della progettazione di rete. Bene le risorse ordinarie stanziate che vanno poste subito a disposizione dei Comuni, in modo da mettere in moto le attività ordinarie. Pensiamo, però, anche allo straordinario e rafforziamo la rete a supporto di questi interventi a partire da una specifica azione coordinata dell’intero governo regionale con il coinvolgimento di tutta la classe politica e dirigenziale e dei diversi attori territoriali interessati, al fine di concentrare risorse e impegno in un momento storico fuori dal comune. «Legambiente e WWF –  ribadiscono Ricci e Di Marco – sono pronti a fare la loro parte, in collaborazione con tutti gli attori».

Orso Marsicano, Calanchi di Atri, Anversa degli Abruzzi, Testudo hermanni di Torino di Sangro

Foto dall’alto a sinistra: Antonio Monaco, Adriano De Ascentiis, Loreto Del Vecchio e Roberto Brenda

Area pic nic Oasi WWF restiamo a casa

La Natura ci aspetta, Migliori.

Non è stato facile cambiare i nostri stili di vita ed adeguarli alle misure di contenimento per non far espandere ulteriormente il virus Sars-Cov 2. Con fatica ma ci stiamo riuscendo.

Abbiamo fatto tanto, INSIEME, e stiamo vedendo i primi risultati del nostro IMPEGNO COLLETTIVO contro Covid 19.

Adesso bisogna TENERE DURO ed essere più forti del richiamo della Primavera, del Sole, del vento e del profumo dei fiori.

Ci stiamo preparando per essere pronti, appena sarà possibile, a ripartire.

RESTIAMO (ANCORA) A CASA!

A Pasqua e Pasquetta non usciamo. Riscopriamo una dimensione più intima e profonda di questa festa.

Una Pasqua per rinascere diversi, consapevoli.

La Natura ci aspetta, MIGLIORI.

restiamo ancora a casa ce la faremo

CE LA FAREMO! #IORESTOACASA

Torneremo presto a passeggiare liberamente nelle Oasi WWF, a condividere la Bellezza del Nostro Territorio, a divertirci e stare insieme nelle tante attività all’aperto.

Per il momento DOBBIAMO RESTARE TUTTI A CASA e rispettare le indicazioni che il Ministero della Salute ci ha dato.

INSIEME CE LA FAREMO!

Corso di avviamento animatore per le attività di educazione ambientale

Avrà inizio sabato 8 giugno il primo Corso di avviamento Animatore per le attività di educazione ambientale nella Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF Gole del Sagittario di Anversa degli Abruzzi. Il percorso formativo che durerà per 4 sabato consecutivi, si pone come obiettivo quello di introdurre i partecipanti  al complesso e importante mondo dell’educazione ambientale, una materia che richiede sicuramente una attenzione particolare e una preparazione adeguata capace di comunicare ai ragazzi la responsabilità e l’attenzione alle questioni ambientali e al buon governo del territorio.

Il corso è gratuito e rivolto a tutti, specie ai ragazzi, che desiderano iniziare ad apprendere i principi base di una materia così affascinate e delicata, con l ‘augurio che possano rappresentare nel futuro un valido supporto anche alle attività della nostra RNR/Oasi WWF. Per info e iscrizioni riservagolesagittario@gmail.com oppure 3205662061.

Locandina del corso per educatore ambientale che si terrà l'8, il 15, il 22 e il 29 giugno. Per info chiama il 3205662061
Locandina del primo corso base per il monitoraggio faunistico volontario nella riserva naturale regionale e oasi wwf gole del sagittario che si terrà dal 22 al 31 marzo 2019

Primo corso base di monitoraggio faunistico volontario

La Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF Gole del Sagittario organizza il primo corso base di monitoraggio faunistico volontario rivolto a tutti, studenti o semplici appassionati che desideranno formarsi e partecipare attivamente alle attività di monitoraggio faunistico e controllo del territorio organizzate dalla Riserva attraverso l’apprendimento delle principali tecniche di censimento di cervo, capriolo cinghiale, orso, lupo, e specie ornitiche tipiche degli ambienti rupicoli. Per maggiori informazioni e iscrizioni i contatti sono riportati in locandina, si può scrivere una mail o contattare direttamente il numero riportato dal lunedì al venerdì orario ufficio.

Locandina del primo corso base per il monitoraggio faunistico volontario nella riserva naturale regionale e oasi wwf gole del sagittario che si terrà dal 22 al 31 marzo 2019

2 Febbraio 2019 – Giornata Mondiale delle Zone Umide

Metti in agenda:
2 Febbraio 2019
Giornata Mondiale delle Zone Umide

La Riserva Naturale Regionale/Oasi WWf ‘Lago di Serranella’ celebra la Giornata Mondiale delle Zone Umide, World Wetlands Day, con un incontro presso il centro visite in cui sarà presentato il quaderno sull’avifauna: una piccola guida per riconoscere anatre, aironi, rallidi, svassi e cormorani. La mattinata proseguirà con la visita al lago di Serranella.

La partecipazione è aperta a tutti!

Locandina della Giornata Mondiale delle zone umide, ore 10 presentazione del quaderno/guida avifauna e alle 11 visita guidata alla riserva
Oasi d'Ortona

Geologia della Riserva Naturale Regionale di Ortona

QUI ORTONA!

Gli habitat naturali della RNR Punta dell’Acquabella

La presenza di aree naturali protette garantisce la conservazione di porzioni di territorio nei quali sono compresi ambienti di particolare interesse naturalistico, ambientale e socio-culturale. Tuttavia la nuova concezione di tutela dà importanza non solo alla conservazione delle singole aree in quanto tali ma anche alle connessioni ecologiche tra le varie aree protette lungo un gradiente territoriale, così da permettere la continuità dei Servizi Ecosistemici, individuando un set condiviso di indicatori biologici e ambientali per monitorare le connessioni ecologiche e le possibili minacce.
Nella parte meridionale della costa ortonese è possibile ammirare uno dei più suggestivi promotori della costa dei trabocchi, Punta dell’Acquabella , appartenente all’omonima Riserva Naturale Regionale approvata con la Legge Regionale n°5 del 30 marzo 2007.
Punta dell’Acquabella, con i suoi 28 ha di superficie, rappresenta l’area protetta più piccola della Regione Abruzzo, ma non per questo poco importate dal punto di vista ecologico: infatti Punta dell’Acquabella rappresenta, insieme al promontorio di Punta Ferruccio più a nord, l’inizio del sistema di falesie peculiari nel centro adriatico, che si conclude col promontorio di Punta Aderci a Vasto.
Il contesto geologico della costa ortonese è caratterizzato da blandi rilievi collinari che terminano verso il mare con falesie e paleo-falesie su cui scorrono diversi corsi d’acqua. Gli arenili e conglomerati danno vita a geositi di particolare pregio e l’evoluzione geomorfologica della falesia può essere ammirata in diversi punti della riserva. L’incuria e la scarsa gestione forestale hanno portato ad una grande frammentazione degli habitat presenti, soprattutto di quelli di scogliera dove sono presenti specie altamente specializzate, con la capacità di vivere nelle fessure delle rocce e di sopportare il contatto diretto con l’acqua marina e l’aerosol marino, considerati fattori limitanti per le specie vegetali.
La scogliera di Punta dell’Acquabella è colonizzata dalle specie Crithmum maritimum e Limonium virgatum appartenenti all’habitat 1240: “Scogliere con vegetazione delle coste mediterranee con Limonium spp. endemici” in contatto catenale con l’habitat 1170 “Scogliere” nella parte sommersa della falesia. Il bosco è rappresentato principalmente da una pineta artificiale a pino d’aleppo Pinus halepensis realizzata negli anni ’70 del secolo scorso per la stabilizzazione del versante a seguito di un crollo. Ad oggi la pineta, che ha caratterizzato la riserva per una quarantina d’anni, si sta lentamente evolvendo in una lecceta che ospita un’avifauna importante, considerando la ridotta estensione dell’area e la grande presenza di impatti antropici: tra i nidificanti i piccoli uccelli insettivori tipici della macchia mediterranea come l’occhiocotto (Sylvia melanocephala), la capinera (Sylvia atricapilla), il canapino (Hippolais poliglotta), il gruccione (Merops apiaster) e il picchio verde (Picus viridis) che frequenta anche frutteti e campagne aperte. Sono presenti i rapaci diurni e notturni come il gheppio (Falco tinnunculus), la civetta (Athene noctua) e l’assiolo (Otus scops). Dal promontorio di Acquabella nel periodo delle migrazioni primaverili e autunnali è possibile osservare alcune specie che seguono la linea della battigia tra la terra e il mare, la rondine di mare (Sterna hirundo), il cormorano (Phalacrocorax carbo), la garzetta (Egretta garzetta).

MARIA CARLA DE FRANCESCO
(Coordinatrice G.R.A.P.P.A. comune di Ortona)